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UNA PROSPETTIVA MORTALE

Karl L. Guillen - Florence Novembre 1999

Lo conosco bene, il brivido dell'omicidio decretato dallo stato, brivido che ora prospera nel "Sistema Giudiziario" Americano. Un sistema ammesso come imperfetto. Dal 1990, e fino al 1992, ho vissuto a 20 metri dalla "Casa della Morte", com'è chiamata in Arizona. Quando hanno ucciso Danny Ray, la prima esecuzione in Arizona dopo un certo tempo, ho visto il fumo di cianuro espulso da una canna fumaria arrugginita posta sul tetto proprio per quello scopo. Ed è sembrato come se, dentro quel gas di un blu acceso, un anima venisse liberata dalla Terra. Quindi i macabri spettatori sono usciti dall'edificio di mattoni rossi parlando e ridendo, ma non tutti, nonostante sembrassero così in contrasto se paragonati alla maggioranza della popolazione Americana, che è certamente gentile, caritatevole e generosa, ma che a volte è anche disinformata di tutti i fatti.

I fatti: l'essere umano è imperfetto, ergo, qualsiasi sistema creato da esseri umani, che impieghi o usi esseri umani, non sarà mai priva di colpa. Approssimativamente il 10% di tutti i testimoni oculari identifica il soggetto sbagliato, e dal 5 al 15% di tutta la gente detenuta in America è in realtà innocente. Oserei dire che anche quelle persone che si dichiarano colpevoli lo fanno per un delitto che in certi casi non hanno commesso semplicemente per sfuggire alla pena di morte (conosco bene quest'ultima questione). Infine, non è una coincidenza che quasi tutte le persone sotto mandato di esecuzione, o che attendono un processo su cui pesi la minaccia di pena di morte, siano povere (la razza ha il suo peso in certi procedimenti, ma i soldi o la loro mancanza, per pagare la Giustizia, è alla fine il fattore decisivo).

Potremmo dare la colpa al denaro, o ai pregiudizi razziali o religiosi, o a migliaia di altre ragioni che gli esseri umani usano per i loro pregiudizi e preconcetti. Potremmo dare la colpa ai governi, come per esempio Cina, America e altri governi simili che non sono guidati da una qualche forma di dogma religioso. Potremmo dare la colpa alle popolazioni dei paesi che commettono e condonano questi delitti permessi. Potremmo incolpare i media che propagandano paranoia e un elevato senso del crimine per fare audience, il che ci riporta al denaro. O possiamo non incolpare nessuno, e iniziare a fare qualcosa. Illuminare i non-illuminati. Istruire gli ignoranti. Perdonare chi non è stato perdonato. Opporci alla propaganda, vincere queste falsità con la verità, con l'umanità, con la benevolenza imparata da voi nazioni di civilizzazione più antica. Aiutare chi non ha aiuto. Se una persona facesse una piccola cosa, allora quella piccola cosa diventerebbe una grande cosa se combinata con le altre.

Come ho detto, conosco la morte da vicino, perché aspetto un processo che implica la condanna a morte. Sono rinchiuso in una cella d'isolamento da 6 anni, martellato dalla follia che mi circonda, dalla mancanza di umanità e di altri elementi che voi probabilmente prendete per scontati. Io non ho appoggio, non ho soldi per pagarmi questo appoggio e questo è il mio dilemma: mentire e salvare la mia vita e prima o poi uscire di prigione, o morire per la mia innocenza ed essere un martire per chiunque abbia udito le mia grida? Cosa fareste voi? Questa è la posizione in cui oggi si trovano molte persone negli Stati Uniti d'America.