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BRUTTI PRECEDENTI

Karl L. Guillen - Florence Marzo 2001

Il 19 Settembre 1996, il diciassettenne Johnny "Peppi" Sanchez fu arrestato per: Imputazione 1) Possesso di Eroina e Imputazione 2) Tentata Distruzione delle Prove, dopo che suo padre, recidivo per la sesta volta, aveva mandato di corsa Peppi a buttare la droga nel gabinetto mentre la polizia sfondava la porta della loro casa a Phoenix Est. Peppi non ce l'ha mai fatta.

Dopo l'ammissione di colpevolezza e la sospensione condizionale della pena, Peppi è andato a vivere con la nonna. Il 26 Settembre 1998, nel cuore della notte, la polizia sfondava nuovamente la porta di casa di Peppi. Dopo essere stato rassicurato che la nonna non stava avendo un attacco cardiaco, Peppi fu arrestato e portato in città con l'imputazione di omicidio. Il movente era il solito "affare di droga andato male". Peppi era stato identificato da un informatore della polizia locale che aveva dichiarato: "Un ragazzo Chicano, capelli e occhi neri, circa di un metro e mezzo, un metro e sessanta...Posso avere una sigaretta?"

Durante il processo furono presentati i precedenti di Peppi per dimostrare il "movente" e "l'assenza di errore". Non esisteva nessuna prova che lui avesse commesso l'omicidio, a parte Frank Hidalgo, l'informatore, che insisteva a identificare Peppi come lo sparatore in cambio di un patteggiamento per un caso differente.

L'idea che dei precedenti penali possano essere presentati contro un imputato che sta affrontando un processo per accuse completamente diverse è un concetto che non sta in piedi, con una pubblica accusa che spinge per dei criteri d'indulgenza verso l'introduzione nel dibattimento di qualsiasi precedente e degli avvocati difensori che si appellano alla discrezionalità del giudice, e poi solo dietro cauzione. Qualsiasi criterio venga usato dalla nostra Corte Suprema, le conseguenze di un'errata definizione della pertinenza dell'introduzione di precedenti nel processo sono gravi.

Il problema sorge, come nel caso di Peppi, quando i giudici concedono clemenza al pubblico ministero, soprattutto se giovane e con la voglia di vincere ad ogni costo, permettendo perciò allo Stato di sostenere un collegamento quando non c'è. Non c'è nessuna prova che Peppi abbia mai spacciato o usato droghe, e i registri del tribunale minorile indicano che non ha mai perso un giorno di scuola. Il suo unico collegamento con la droga è stato quando il padre gliel'ha fatta buttare nel gabinetto. Questo l'unico collegamento che attira l'attenzione, come ha fatto nel caso dei giudici e ha corrotto l'innocenza del diciannovenne Peppi. Con i dettagli di questi precedenti la giuria alla fine ha creduto che Peppi fosse uno spacciatore e che avessse cercato di celare questa prova nel suo passato (cioè, è un disonesto). E una volta che l'innocenza è stata macchiata la sua "presunzione" in un altro caso viene rovesciata molto più rapidamente da illazioni e insinuazioni.

Certamente i precedenti sono utili strumenti dell'accusa, e spesso sono opportunamente usati secondo i principi che regolano le deposizioni per dimostrare che un imputato ha un movente, un intento, un'opportunità, una preparazione, una conoscenza, un piano e che non c'è stato errore o casualità (vedi Rule 404 (B) Rules of Evidence, State and Federal, U.S.). Ma, e qui sta il dilemma, la mitezza della discrezionalità data dai giudici - molti dei quali sono loro stessi ex-pubblici ministeri e perciò più propensi a offrire il beneficio del dubbio - crea un pericolo intrinseco di convinzioni sbagliate, come è accaduto nel caso di Peppi.

Il fatto che una volta l'imputato venga trovato colpevole rende quasi impossibile il rovesciamento di una condanna ingiusta, perché per dimostrare la mancanza di un "processo fondamentalmente equo e garantito dalle dovute clausole procedurali" andrebbe richiesta una dimostrazione dei processi mentali della giuria, dato che l'introduzione dei precedenti provoca un cambiamento nel suo giudizio (Darden v. Wainright, 477 U.S.168 (1968); Walters v. Mass, 45 F.3d 1255, at 1357 (9th Cir. 1995). Comunque intervistare ogni giurato non sarebbe solo costoso, ma è anche proibito in molti casi, e perciò è un compito di cui può farsi carico solo un appellante che abbia assunto un avvocato costoso. Una rarità tra i gruppi più indigenti degli imputati.

Poiché la vita e la libertà sono merci troppo preziose i precedenti dovrebbero essere applicati in maniera rigorosa, e solo in situazioni pertinenti, per preservare i nostri principi costituzionali di una giustizia ben regolata.

Quindi la Corte Suprema deve porre regole severe e precise che limitino l'uso dei precedenti contro l'imputato, e devono concedere l'indulgenza ai processi da parte di imputati che stiano ricorrendo alla corte d'appello per abuso della discrezionalità nel permettere prove che si basino su precedenti irrilevanti e pregiudiziali.

Il 2 Settembre 2000 la Corte di Appello, a seguito della ritrattazione di Frank Hidalgo e della sua confessione per l'omicidio per il quale era stato incarcerato Peppi, ha ribaltato la condanna e l'ergastolo di Peppi è stato annullato. Con ben poca consolazione la nonna di Peppi è andata a prendere le sue cose all'ufficio della prigione di Stato. Peppi era stato ucciso nella sua cella circa due settimane prima, in una struttura carceraria di massima sicurezza costruita separatamente per gli assassini. Guarda caso lui non era proprio uno di quelli.