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CIRCOLO VIZIOSO

Karl L. Guillen - Florence 30 Marzo 2001

Negli Stati Uniti d'America ci sono oltre 2.000.000 di detenuti, in proporzione circa un detenuto ogni 150 cittadini liberi. Gli USA hanno sorpassato tutti gli altri paesi nella percentuale di popolazione carceraria e la cosa è in incremento (American National Institute of Justice, Statistics). Proprio mentre i cittadini cominciano a raccogliere le conseguenze culturali delle "guerre" politiche, siano esse contro droga, armi, criminalità ecc., noi, in quanto umanisti, dobbiamo ancora una volta indagare le mire burocratiche del sistema carcerario al di là delle macchinazioni politiche e mediatiche che sostengono e propagano un'isteria nazionale riguardo una germogliante criminalità e un sentimento anti-detenuti. L'America sta tornando indietro nel tempo in quanto a riabilitazione, diritti umani e custodia dei nostri, si, dei NOSTRI criminali.

Dopo Attica nel 1971, dove 43 esseri umani morirono per ordine di Rockfeller, come in una caccia alle anitre, l'attenzione dell'America si focalizzò momentaneamente sullo stato delle sue prigioni, attirata non solo dalla persistente crudeltà in quasi tutte le carceri Americane ma anche dalle grida dei morti. Molte persone nel mondo non sapevano, e non volevano sapere, della storia Americana degli abusi sui carcerati. Comunque negli Stati Uniti i detenuti sono sempre stati soggetti ad abusi e maltrattamenti. Dagli anni 40 ai 70 i prigionieri sono stati esposti a esperimenti sulle radiazioni (Prison Legal News, March 1999, Can Prisoners Glow In The Dark?). Uno dei padri delle odierne sperimentazioni mentali sui detenuti è il professore in psicologia Dott.Edgar Schien del M.I.T. (W.W. Norton, N.Y. 1961, Coercive Persuasion). Infatti ad un seminario del MIT del 1962, il Dott. Schien ha spiegato "come tecniche fisiche, psicologiche e chimiche di coercizione inflitte a prigionieri di guerra Americani potessero essere usate sui detenuti comuni nelle carceri Statunitensi (Harper's, August 1978, by Jessica Mitford, The Torture Cure). In aggiunta a questa disumanizzazione abbiamo lo psicologo dell'Università del Michigan Dott. James V. McConnel che ha paragonato la psiche umana a quella dei vermi piatti e dei ratti, facilmente manipolabili con tecniche comportamentali (Psychology Today, April 1971, Criminals Can Be Brainwashed-Now). Quindi non c'è da stupirsi che, quando l'America ha guardato dentro le proprie carceri dopo Attica, il mondo sia rimasto orripilato. E dei cambiamenti sono stati fatti. Educazione, riabilitazione e impieghi nel lavoro erano diventati la norma nella routine dei detenuti e il recidivismo aveva cominciato a scendere.

Dagli anni 80 ad oggi, mentre gli Stati Uniti e il mondo dormivano cullati da un falso senso di sicurezza offerto loro dagli avvocati penalisti e dalla propaganda di stato, le carceri sono tornate ai loro vecchi metodi. Adesso gli Stati Uniti e i loro legislatori, spinti dai media e dalle iperbole politiche in uno stato di sentimenti contrari ai detenuti, hanno silenziosamente svuotato e spogliato questi produttivi programmi. I Peel Grants (sussidi per la riabilitazione. N.d.R.) sono stati smantellati. La riabilitazione e i programmi professionali che non fanno risparmiare denaro ai carcerocrati, e anzi favoriscono le relazioni pubbliche, sono stati tagliati via come tante erbacce secche. L'obiettivo della riabilitazione nel sistema carcerario Americano non esiste più.

I detenuti oggi non hanno nessuna opportunità di uscire dal circolo vizioso del recidivismo, e mentre il crimine diminuisce e la popolazione carceraria cresce, i politici non hanno ancora fatto due più due. La crescita della popolazione carceraria è il diretto risultato del fallimento del sistema di riabilitazione di quell'uno su centocinquanta di noi che sono caduti in quel tritacarne che è il sistema giudiziario Americano.

Il complesso industriale carcerario del giorno d'oggi sta tornando indietro nel tempo, costruendo camere di tortura e magazzini di esseri umani, mentre si sovvertono i risultati e gli accordi della Corte Suprema degli Stati Uniti e dei Trattati Internazionali con una destrutturizzazione creativa. Dentro questi inferni, chiamati Special Management Unit (SMU) o Special Housing Unit (SHU), continuano gli esperimenti sotto forma di deprivazione sensoriale, denutrizione (SMU II in ADOC, Florence, Arizona), piccole torture, oppressione e abusi. Uomini sono lasciati a languire per anni senza alcuna interazione umana o sociale, spesso si rivolgono al suicidio, o alla lobotomia chimica, offerta liberamente da qualsiasi psichiatra carcerario degli Stati Uniti, proprio per annebbiare i propri sensi al dilagante vuoto che è la vita dentro i magazzini di umani.

Il sottile fascismo insito nell'industria carceraria ha cominciato ad insinuarsi nel mondo fuori dalle sbarre, inquinando non solo l'idea di America, ma anche la mentalità dei suoi ambasciatori e rappresentanti. Gli slogan propagandistici, "duri contro il crimine ", "guerra alla droga" e simili stanno uccidendo la gente non solo negli Stati Uniti ma anche in Colombia, Argentina e altre nazioni produttrici di coca e oppio. Perché? Perché la burocrazia creata da questi slogan di guerra è diventata troppo potente, troppo radicata con il complesso industriale carcerario che si sta diffondendo non solo in USA ma in tutto il mondo.

Sono 7 anni che vivo in una cella grigia e mi sono negati tutti i contatti umani, a parte il tocco dei bracccialetti di gelido acciaio ai polsi e alle caviglie quando mi devono spostare come un qualsiasi animale dello zoo troppo pericoloso per essere avvicinato senza gas o un'arma. Dall'Ottobre 1999 sono soggetto di esperimenti, come tutti i detenuti dell'SMU II* Ala 4, e mi è negato cibo sufficiente per mantenere il mio peso. Ho perso 23 chili in un anno. Io so, come sanno molti che hanno letto Il Tritacarne (Multimage - Giugno 1999), che vivendo in questo sotterraneo sono diventato allergico all'acqua e la luce viva mi acceca. Perché non ci è permesso di comprare cibo, come potevamo fare prima dell'Ottobre 1999? E perché i "carcerocrati" non ci vogliono nutrire adeguatamente? Forse perché la mentalità dell'industria carceraria si è abbassata a tanto: torturare e trattare esseri umani come bestie? Così poco tempo passerà prima che si stanchino delle mie nude ossa e passino a prede più grasse... come voi.

Questo circolo vizioso ci influenza tutti e nessuno di noi è al sicuro da questo futuro che dà ascolto alla Russia di Stalin, se dovessimo permettere la perpetuazione di questi abusi, di queste condizioni carcerarie non-riabilitative e di questa ignoranza.

Tutto quello che dobbiamo fare è aprire gli occhi e di chiudere le orecchie alla propaganda dei media, o avere abbastanza buon senso da saper distinguere i fatti dalle bugie.

Nota personale: se volete aiutare Karl a raccogliere denaro per la sua difesa legale, facendo donazioni o aiutandolo materialmente, continuate a seguire questo sito (Comitato Per La Difesa Di Karl Louis Guillen http://www.umanisti.it/karl/home.htm o contattate Daniela Annetta

E se volete donare a Karl un po' del vostro tempo, magari scrivendogli:

KARL L. GUILLEN #77614

ASPC/EYMAN/SMU II

P.O. BOX 3400

FLORENCE, AZ 85232-3400 (U.S.A.)

Altre opere di Karl L. Guillen possono essere trovate sul sito xlibris.com o nei siti sopra citati. Vi ringrazio.

* Nota della Redazione. L'SMU I e II (Special Management Unit-Unità Amministrazione Speciale), dette più semplicemente "Unità di Massima Sicurezza" e altre "Unità di Media Sicurezza", fanno parte del complesso Eyman, così chiamato in ricordo di Mr. Eyman, un direttore del passato. Questo complesso si trova all'interno della città carcere di Florence, a metà strada fra Phoenix e Tucson, ma tutto il centro-sud dell'Arizona è disseminato di complessi carcerari sperduti nel deserto, ovviamente per dissuadere qualsiasi tentativo di fuga. Non creda il fuggitivo di trovare rifugio nelle cittadine vicine perché tutta la popolazione inizierebbe una spietata caccia all'uomo, come spiega Karl in Betrayal Of Innocence, altro suo romanzo di prossima pubblicazione presso Xlibris.

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"L'Unità di Amministrazione Speciale II (SMU II) è la prigione più sicura dell'intero sistema carcerario dell'Arizona. E' una struttura moderna, altamente tecnologica nella quale le porte vengono aperte, chiuse e sigillate attraverso computer a schermo digitale. I detenuti sono incarcerati uno per cella per 23 ore al giorno su 24 ed è permesso loro di uscire solo per la doccia e per la ginnastica 3 ore alla settimana. Ospita detenuti pericolosi, aggressivi e con problemi comportamentali.

Terry Stewart, direttore dell'ADOC (Arizona Department Of Correction/Dipartimento Correzionale dell'Arizona) ha detto: La tecnologia e il design dell'SMU II (...) preclude visite con contatti fisici. (...) E' come una fortezza di massima sicurezza. (...) Un tentativo di fuga sarebbe virtualmente impossibile da effettuare".

Informazioni e articolo sull'SMU II tratti dalla pagina del sito dell'ADOC http://159.87.93.76/news/1997/news0903.htm - A causa dei link inadeguati, la navigazione in questo sito non è facile. Consigliamo di partire dal seguente indice, non facile da trovare http://www.adc.state.az.us/TEXT/indextext.htm

E' comunque un sito altamente consigliato perché molto istruttivo (!).