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INTRODUZIONE ALLA PENA DI MORTE E I VARI METODI DI ESECUZIONE QUALI DECISONI POSSIAMO PRENDERE E QUALI AZIONI POSSIAMO PORTARE AVANTI PER COMBATTERE L'ESECUZIONE DI ESSERI UMANI LE PORTE SI CHIUDONO CON UN GRAN FRACASSO. Le luci si abbassano per risparmiare energia per la macchina della morte. Ooops, sono in Arizona, siamo nel 1991, l'incubo. All'epoca vivevo proprio sopra la casa della morte, dove le persone sono gassate come succedeva ad Auschwitz, in Polonia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal camino di acciaio inossidabile di 5 centimetri che c'è in cima al tetto fuoriesce fumo. Chiamano questo posto "la Casa di Mattoni" perché è l'unico edificio qui intorno fatto interamente - dall'alto in basso e da destra a sinistra - con mattoni rossi. Dentro ci sono due celle, nel caso in cui due uomini debbano essere giustiziati nello stesso giorno. Dentro questa stanza a forma pentagonale c'è l'infausta sedia. Un tubo d'acciaio esce dal tetto di questa "stanza" dentro l'edificio, e io so che è lì che il cianuro mortale e i cristalli di veleno vengono aggiunti goccia a goccia alla soluzione acida sotto al detenuto che deve morire. Non appena quelle gocce biancastre vengono a contatto con l'acido, un gas mortale di colore giallastro comincia a formarsi. C'è una sola persona per volta in questa stanza della morte. Un macabro pubblico siede fuori, su un pavimento fatto di piastrelle in linoleum verde, o su sedie pieghevoli di acciaio, sempre pronte per l'occasione. Quando le persone vengono per assistere ad un'esecuzione, hanno quello sguardo allegro come se pregustassero la vendetta, hanno un'aura quasi evangelica, come se qualche predicatore stesse per salvarli nel nome di Gesù quella sera stessa. Ma dopo aver visto le convulsioni, l'agonia, l'esplosione delle vene di un essere umano che muore in uno dei modi peggiori possibile, questi osservatori, queste persone venute come sostenitori della morte, o per vedere un amico che muore, se ne vanno ansimanti. Se ne vanno bianchi e pallidi. Se ne vanno con le idee chiare, sapendo che hanno preso parte a un omicidio loro stessi, anche se è una cosa stabilita dallo stato. È una sfida per tutta la logica il fatto che sono venuti ridendo, eppure non possono mantenere il sorriso quando se ne vanno. Guardare la morte è una cosa completamente diversa, qualcosa che noi esseri umani - la vera anima che c'è in noi - riconosce come male. Male. Ora siamo nel 2005. Uno dei lavori che mi è stato dato qui al carcere è stato quello di pulire la Casa di Mattoni e mentre pulivo sentivo l'odore della caligine impregnata di veleno stagnante nell'aria calda del deserto. Sono sfuggito al destino di stare nel braccio della morte finché venga la mia ora. Comunque sono stato senza la luce del sole per 13 anni, nelle stesse esatte condizioni di un condannato a morte, misurando coi passi la mia cella, pregando Dio, come fecero Giovanni Battista e Paolo prima di essere giustiziati. Uso questa metafora biblica per mostrare la barbarie di un'antica civiltà creduta civile. Sembra che ci sia un dilagare di paradossi e contraddizioni in America, ma anche in altre parti del mondo. Ma non c'è situazione più frustrante o terrificante che quella di trovare un paese creduto civile che uccide arbitrariamente esseri umani, o che allo stesso modo sopporta che uomini e donne innocenti, persino bambini, muoiano, quando per ammissione della presunta "nazione civile" (America, Cina per non nominarne che alcune) "nessun sistema è perfetto". Siamo tutti noi esseri umani, soggetti - se non inclini - a commettere errori nel giudicare dal giorno che nasciamo fino al giorno della nostra morte? Non ci sono aspetti psicologici che portano i gruppi - cioè le giurie - a vedere il peggio nell'uomo che sta subendo un processo? Gli Stati forniscono agli imputati falsi avvocati, e vestiti con tutti i fronzoli, ma ciò che importa è che è meglio essere ricchi e colpevoli in America che poveri e innocenti. Se pensi attentamente a quest'affermazione, perverrai al punto cruciale della pena di morte, e dell'incarcerazione di milioni di americani che sono sfortunatamente nati poveri o al di fuori delle ricche classi elitarie. Solo i soldi e la fama possono salvare una persona, colpevole o innocente che sia, dall'essere condannata. Gli appelli sono un altro paio di maniche. Sono come partite a scacchi contro una macchina a cui non piace rinunciare alle proprie pedine. La macchina, cioè lo Stato, riceve soldi per ognuno dei detenuti. Persino io sono un prodotto da 55 dollari al giorno. Ricevono soldi dai contribuenti e dal governo federale. La grossa bugia è che i condannati a morte e i detenuti delle prigioni di massima sicurezza, o quelli segregati per 24 ore al giorno senza la luce del sole, costino ai contribuenti da 40 a 60 mila dollari l'anno. In realtà solo gli appelli del braccio della morte arrivano a costare milioni, perché sono richiesti due avvocati - sebbene la maggior parte delle volte questi avvocati sono talmente sommersi dai casi e hanno talmente poco tempo o energie che non ci mettono tutto il loro impegno per salvare la vita di un uomo. In realtà alcuni avvocati emettono una sentenza e smettono di fare ulteriori indagini da quel momento in poi. Eppure va tutto bene fintanto che soddisfano gli standard delle procedure correnti per la rappresentazione di un cliente - ci sono così poche regole in America che io stesso potrei mettermi a fare l'avvocato e riuscirei a cavarmela bene. Quindi, a meno che un detenuto non abbia soldi o fama, sarà giustiziato. Qualcosa di terrificante, chiamato AEDPA (1), avvenne nel 1996. Il congresso degli U.S.A. emanò un disegno di legge che avrebbe di fatto accelerato le macchine della morte. I Tritacarne della morte adesso girerebbero al ritmo di processi di 6 anni. In altre parole, nel braccio della morte invece di un uomo con 10-15 anni a disposizione per lottare contro la sua sentenza di morte, ce ne sono tre con solo circa 6 anni in media a disposizione, qualunque siano gli errori commessi. Solo quelli con i casi più vecchi, quelli con soldi o fama, hanno il tempo necessario per combattere contro una condanna ingiusta. Gli altri sono messi a morte come se fossero davvero i mostri che i governi dicono che sono. Stranamente Gibran espose quest'ingannevolezza, ma le società TV-dipendenti hanno dimenticato queste parole troppo vere e troppo importanti: "Spesso vi ho udito riferirvi a uno che compie un torto quasi non fosse uno di voi, ma estraneo, un intruso rispetto al vostro mondo. Ma io vi dico che, esattamente come santi e giusti non possono innalzarsi oltre il sommo che è in ciascuno di [noi], così gli iniqui e i deboli non possono cadere sotto l'infimo che è, ugualmente, in [noi]. Una singola foglia non ingiallisce senza la tacita coscienza di tutto l'albero, così non può l'iniquo produrre iniquità senza segreta volontà di tutti [noi]. [...] E se qualcuno vuol punire in nome di giustizia e abbattere la scure sull'albero cattivo, stia attento alle radici: scoprirà che di buoni e di cattivi, di fecondi e di aridi, sono avvinghiate tutte le radici, nel cuore silenzioso della terra. E VOI GIUDICI CHE ASPIRATE AD ESSERE GIUSTI, che sentenza emettete contro chi, onesto nella carne, è ladro nello spirito? Che castigo assegnate a chi uccide nella carne, ed è a sua volta ucciso nello spirito? E come perseguite colui che nell'azione inganna e opprime, e a sua volta subisce ingiuria e pena? Che castigo dareste poi a quelli il cui rimorso è già più grave dei misfatti? NON È FORSE IL RIMORSO la giustizia amministrata dalla stessa legge che aspirate a servire? Non è in potere vostro condannare al rimorso l'innocente né condonarlo al cuore del colpevole. Ospite non richiesto, si affaccia nella notte, per svegliare e costringere a guardare in se stessi. E [noi] che aspiriamo a capire la giustizia, come potremo farlo se non osservando tutti i fatti nel pieno della luce? Solo allora saprete: il caduto e l'eretto sono un unico uomo, al crepuscolo tra la notte del suo io pigmeo e il pieno giorno del suo io divino, e la pietra angolare del tempio non è più alta dell'infima pietra delle sue fondamenta." (Il Profeta, Colpa e castigo, G. Kahlil Gibran, 1963, traduzione di Isabella Farinelli). [Tutte le volte che Karl ha scritto [noi], in realtà nel testo originale c'è scritto "voi". N.d.T.]. Gibran scriveva questo nel 1963, mostrando qual è la radice della maggior parte dei problemi sociali, ma è pratico? È forse meglio assassinare le persone delle classi più basse e senza soldi per ripulire la società da "questi soggetti"? Liberarsi del patrimonio genetico di questi cretini? Un grande male per un bene più grande? E gli innocenti sono condannati... LE PORTE SBATTONO RUMOROSAMENTE E SI CHIUDONO. Il mio mondo è un punto focale di odio e dolore, che si genera nello stesso modo in cui le zanzare prolificano vicino ad un pneumatico abbandonato sul ciglio della strada. Nelle celle vicino alla mia sento bestemmie, i pregiudizi si sprecano, sulla questione delle personalità anti-sociali, e persino affermazioni paranoiche e schizofreniche riguardo il mondo d'acciaio e di cemento che ci circonda. Questo dipartimento di "correzioni"(2) non ha nessuna intenzione di correggere, così come il "sistema della giustizia" non ha nessun intento di giustizia. Noi ci vantiamo della nostra capacità di vedere la giustizia e di riconoscerla intorno a noi, eppure il 99% delle persone ha dei pregiudizi sugli altri. È una caratteristica umana: temere l'ignoto, si tratti di aspetti culturali o fisici (razza, credo, classe, etc...) Nondimeno, io vivo sulla mia pelle ciò che voi a fatica state cercando di comprendere. Sto a cinquanta metri dal Braccio della Morte, intrappolato in una cella di 2x3 metri, 10 detenuti in ogni corridoio, sotto chiave 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Non ho contatti umani. Nessuna conversazione faccia a faccia. Quelli del Braccio possono comprare cibo, e ricevono un po' più di luce solare - anche se filtrata - rispetto a me, che sono scampato alla pena di morte, ma sto pagando per questo con l'essere rinchiuso nell'ambiente sotto chiave di una prigione di massima sicurezza, fino al giorno in cui non mi considereranno più una "minaccia per la sicurezza". Potrebbe anche non avvenire mai. Ma il dolore e la sofferenza mi circondano da ogni parte. Le date di esecuzione pendenti portano con loro un silenzio all'interno della popolazione carceraria, anche per quelli che si pensa meritino di essere giustiziati. A proposito, l'Arizona si è convertita ad un metodo di esecuzione più dolce, più gentile -- in seguito alla crisi di vomito che ebbe l'allora governatore dell'Arizona, fra gli altri testimoni della gassazione di Danny Ray avvenuta durante la notte, -- cioè l'iniezione letale. Tuttavia, si discute sul fatto se mentre le arterie collassano e i polmoni smettono di funzionare, l'uomo o la donna senta ogni singolo atto della sua esecuzione. L'acido potassico divora le arterie e gli organi, mentre la paralisi indotta fa sì che il pubblico non possa udire le urla che ci sono nella testa del giustiziato. E che ne è della sua anima? È colpita dagli assassini con i coltelli di un omicidio premeditato? Penso che sia proprio così. Ricordo di aver atteso di morire. Trafitto da avvocati sempre diversi, attendendo un destino certo, perché l'Arizona non permette alla gente di reclamare giustizia. È un viaggio in treno dritto verso quella che allora si chiamava la casa di mattoni, e verso il cianuro. Ora posso solo provare empatia, sia con le persone nei bracci della morte che con le vittime. Perché ci sono due parti in causa, e spesso di più, per ogni storia. Per ogni persona nel braccio c'è la famiglia di una vittima, e la famiglia dell'imputato. Non possiamo dimenticare nessuna delle due parti, perché così facendo ci mostreremmo pieni di pregiudizi verso quelli che hanno sofferto la perdita di amici, familiari, o conoscenti. Anche le persone più meschine meritano di vivere, e così il punto cruciale di ciò che andiamo dicendo oscilla da entrambe le parti, l'assassinato e l'assassino. * * * ESISTONO persone che meritano di morire? NO! Oh, credetemi, istintivamente, ogni volta che sento di un omicidio efferato di un bambino, di una donna, o di una persona anziana, o di un altro innocente, mi viene spontaneo questo grido: "UCCIDETELO!". Ma subito mi controllo, perché la realtà di quel grido "UCCIDETELI TUTTI" è il mio stesso dolore. Una stupidità emotiva contraria all'effettiva realtà della situazione. Il semplice fatto che sono cattivi in questo momento, o che i media dicono che lo siano, non è una buona ragione per ucciderli tutti . Sì, la reazione automatica è spesso "Giustiziateli". Ma qui la parola chiave è risposte "emotive". Persone più brillanti di me hanno dichiarato che è da idioti permettere che siano le vittime a fare le leggi. Il motivo è che le emozioni non devono avere posto nella legge, specialmente quando sono in gioco delle vite umane. Esistono persone che mi piacerebbe vedere recluse per sempre? Qualche volta sì! (Sì, una reazione emotiva a una recente uccisione di un bambino!). Esistono persone che devono essere recluse fino a quando non "vedono la luce"? Certamente sì. La nostra società ha bisogno di prigioni, per quanto brutto questo possa suonare. La prigione è lo strumento che le società devono usare - finché qualcuno non inventa una macchina per il lavaggio del cervello - per correggere le persone. Comunque la cosa triste delle prigioni di tutto il mondo dei nostri giorni, con o senza bracci della morte, è che esse non sono niente più che un terreno di riproduzione per criminali e assassini. I Dipartimenti di Correzione non correggono. Può anche esserci qua e là un qualche programma pubblicizzato per i piccoli criminali, ma per i veri e propri delinquenti, dei quali parliamo adesso, più spesso che no, non c'è niente, nessun programma su cui ripiegare. In effetti, se un detenuto non ha una Bibbia, o una famiglia con dei soldi, è certo che diventerà peggiore di prima. Questo non è un segreto per nessuno. Controllate i livelli di recidiva in America per i delinquenti rilasciati dalle carceri di Massima sicurezza, specialmente dalle carceri dove i detenuti sono in isolamento. Se una persona è stata in carcere per più di sei mesi in una cella da solo, la probabilità che commetta di nuovo reati VIOLENTI dopo il rilascio va dal 30% all'85%. Secondo voi il Braccio della Morte ha un effetto sullo stato mentale degli esseri umani che ci stanno dentro? Sempre sotto stress! Sempre nell'attesa della propria morte! Incapaci di fare qualsiasi cosa per loro stessi! Spesso analfabeti, comunque senza una laurea in giurisprudenza per difendersi " in propria persona ". Costretti a mettere da parte il loro orgoglio personale per accettare elemosina e assistenza! Costretti a sorridere e far finta di pensare qualcosa di diverso dalle loro convinzioni per ricevere aiuto! Costretti a dichiararsi colpevoli soltanto per salvarsi la vita! * * * ESISTE IN QUESTO MONDO UN LUOGO PER LA PENA DI MORTE? In una società fallibile, no. A meno che Dio stesso non scenda e veda la pura e semplice malvagità del passato, presente e futuro di un essere umano, allora nessun uomo e nessun sistema inventato dall'uomo può essere ritenuto perfetto. E la perfezione è ciò che si dovrebbe avere anche solo per pensare di contemplare una pena che cancella il futuro delle persone. Un futuro con possibilità limitate. Un futuro che - anche se quest'uomo non fa nulla di bene - potrebbe portare dei popoli interi a vedere qualcosa di migliore di quello che è stato fatto. Forse una parola che una persona dice, o una sua poesia, o un suo disegno. Forse una sua idea. La creatività giace nel cuore dell'umanità, nata dall'amore. Non è strano che molti detenuti abbiano questa creatività? Ci deve essere amore anche lì. Ed è proprio quest'essenza, all'interno dell'anima di un essere umano, assassino o innocente che sia, che ha la capacità di varcare ogni confine e di toccare l'anima degli altri. Chiamatele anime, chiamateli cervelli, o pensieri, ma una parola può cambiare il mondo. Credeteci, e vi accorgerete che anche voi che leggete queste parole avete in voi stessi il potere di TROVARE quella parola. Di trovare quell'azione chiarificante che vi può aiutare. Proprio così: vi aiuta, perché possiate aiutare gli altri. * * * COSA POSSIAMO FARE PER LIBERARE IL MONDO DALLE ESECUZIONI SPONSORIZZATE DAI GOVERNI? Possiamo usare lo stesso mezzo che li tiene vivi: i Media. Con pazienza, con precisione, dimostriamo che il sistema della giustizia è fallibile. Facciamo notare le leggi fatte dalle vittime, effettive o presunte. Migliaia di legislatori sono stati influenzati da quelle lacrime - giustificate o meno - che non dovrebbero avere importanza in un'assemblea legislativa. Cosa si può fare se non essere gentili davanti a qualcuno che ha appena perso sua figlia, suo figlio, sua moglie, suo marito, sua madre o suo padre, il suo amico o il suo amore? Cosa si può dire se non "sì", anche se la maggior parte delle volte "sì" è in assoluto la peggiore parola da dire? Dire sì ha creato le leggi delle tre volte (3), create dal padre della vittima - eppure il padre ha visto le aggiunte alle leggi, sia quelle di causa-effetto (4) che quelle del sovraffollamento, e l'ha denunciato. Anche nonostante la sua grave perdita e il suo dolore, causato da un uomo che è nel braccio della morte. Possiamo dare un contributo di tempo o di denaro. Ma spesse volte il denaro non può comprare una difesa migliore. La maggior parte di quel denaro deve essere usato strategicamente durante le fasi del processo, dove la maggior parte degli errori hanno luogo. È durante questo processo dove la vera possibilità di esecuzione diventa trincerata nel futuro di un detenuto. È durante questo processo che il governo mentirà, imbroglierà, e persino ruberà le prove, solo per fare in modo che il verdetto sia quella pena di morte che ha già promesso al pubblico di far loro ottenere. È durante questo periodo incerto che la vita di un essere umano è in gioco. Durante gli appelli c'è un'effusione, spesso inondante, di assistenza finanziaria, di rappresentazione legale volontaria e gratuita da parte di avvocati molto bravi. Il problema sono le fasi del processo. Il sistema della giustizia americana dà così tanto peso al verdetto finale della giuria che è praticamente impossibile vincere sulla loro decisione. Ci sono stati campioni di DNA, 10 e 20 anni dopo, che hanno fatto escludere la colpevolezza della persona nel braccio della morte per l'omicidio o lo stupro di cui era accusato, eppure il verdetto della giuria è sempre citato dalla pubblica accusa e dai governatori come valido. Corti d'appello e corti supreme sono ferme in questa affascinante cecità a proposito delle decisioni della giuria, al punto di contraddirsi da soli, e di formare ipocriti fronti che spruzzano fango sulle loro stesse facce, se il fango è il colore della merda. Tutte STRONZATE!!! Possiamo scrivere, pregare, insegnare, e fare adepti per la causa. Ciascuno di noi può trovare UNA o DUE PERSONE nel braccio della morte, o comunque intrappolate in una cella 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, e provare ad aiutarle finanziariamente, spiritualmente, emotivamente o in altri modi altrettanto reali. Ricordatevi che detenuti di questo tipo non hanno alcuno sbocco se non i muri grigi che li circondano. Spesse volte non hanno finestre, né contatti faccia a faccia, e certamente nessun contatto fisico con le persone. Per leggere c'è bisogno di libri. Per avere materiale legale bisogna avere soldi sul conto. Le amicizie sono di gran lunga più importanti di quanto voi possiate immaginare. Ma, come nella vita, le azioni parlano più forte delle parole per coloro a cui è sempre stato mentito e per coloro che sono stati lasciati a morire proprio dal sistema che era inteso a dar loro giustizia o imparzialità. Poiché, è impossibile per una giuria avere la visione di tutta la vita di una persona, vedere le sue opere buone e quelle cattive, giudicare con cognizione di causa se quella persona veramente merita di morire o no. Arrivo a dire che se l'intera vita di un qualsiasi essere umano fosse messa sotto processo, nessuno meriterebbe la pena di morte, perché nessuno di noi è cattivo quanto le peggiori opere che ha compiuto nella sua vita, così come nessuno di noi è bravo quanto le migliori opere che ha compiuto nella sua vita. Cadiamo sempre da qualche parte nel mezzo, fra il buono e il lievemente cattivo. 1) AEDPA = Anti-Terrorism and Effective Death Penalty Act, cioè Atto antiterrorismo e pena di morte in vigore, vedi http://usinfo.state.gov/usa/infousa/laws/majorlaw/s735.htm e http://en.wikipedia.org/wiki/Antiterrorism_and_Effective_Death_Penalty_Act_of_1996 2) L'ente che gestisce le carceri si chiama "Department of Correction", letteralmente "Dipartimento di Correzione". 3) Ho tradotto così l'espressione "Three strikes laws". 4) Ho tradotto così "causation". Da: http://encyclopedia.thefreedictionary.com/Causation+(law )
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