LA STORIA DI KARL
Karl Louis Guillen è nato il 25 agosto 1967 in California ed attualmente si trova in un carcere di media sicurezza in Arizona. Volete sapere il motivo per cui Karl è finito in carcere? Beh, nel 1988 è stato arrestato in stato di ubriachezza su un furgone carico di armi rubate, alla cui guida c’era un suo presunto amico che, dopo averlo coinvolto in una brutta storia, è fuggito addossando tutte le colpe su Karl. Dopo l’arresto a Karl sono stati dati 19 anni di carcere per traffico di armi rubate e assalto aggravato (assalto aggravato! solo perché Karl è stato trovato con una pistola in mano, e non l’ha neanche puntata contro il poliziotto!). Alcuni amici gli hanno pagato la cauzione e mentre era in libertà vigilata, Karl ha in
contrato un ex commilitone che l’ha denunciato per tentata rapina in un negozio e progettato rapimento del figlio del proprietario. Questa rapina non solo non è mai stata progettata da Karl, ma non ha mai neanche avuto luogo. In seguito alla denuncia dell’ex commilitone, comunque, a Karl vengono dati altri 26 anni di carcere.
Il 15 agosto 1993, nella mensa del carcere dove Karl sta scontando l’ingiusta sentenza, viene assassinato un detenuto durante una rissa, proprio alle spalle di Karl.
Karl viene incriminato di questo omicidio, reato per cui è prevista la pena capitale. Così Karl viene trasferito nel braccio della morte, in isolamento per 23 ore al giorno, in una cella di cemento e acciaio e senza finestre.
Karl, autoritratto
Nel 1999 viene pubblicato in Italia “Il Tritacarne”, un libro autobiografico in cui Karl racconta le sue vicende, la sua innocenza e la sua vita in carcere. Il fatto che questo libro esista è un miracolo. È un miracolo perché il manoscritto è riuscito a eludere la sorveglianza delle guardie che controllano la posta in uscita e in entrata, e a finire nelle mani degli amici italiani di Karl che avevano iniziato a scrivergli in risposta a una richiesta di corrispondenza pubblicata in un annuncio su “Il Manifesto”. È un miracolo perché il libro è stato tradotto in italiano. È un miracolo perché la casa editrice Multimage ha dato fiducia all’autore pubblicando “Il Tritacarne” senza alcuna garanzia. L’atto di fiducia dell’editore è stato ricompensato: le vendite non solo hanno coperto le spese editoriali, ma hanno consentito di mettere da parte abbastanza soldi da ottenere una revisione del processo che ha fatto tramutare la condanna a morte di Karl in una detenzione di 20 anni (14 dei quali già scontati). Karl dovrebbe uscire il 15 agosto 2013. Il processo decisivo per la sorte di Karl avvenne il 6 dicembre 1999, e in quell’occasione Karl, dopo una soffertissima decisione, firmò il "plea agreement", ovvero una sorta di documento in cui l’accusato ammette in qualche modo di essere colpevole, per salvarsi da una condanna capitale. Karl ha sempre detto che fu amorevolmente costretto dalla famiglia e dagli amici a firmare, e che lo fece perché pensava che gli avrebbero dato il minimo della pena, 10 anni. Soltanto che l’avvocato d’ufficio non si preoccupò di chiamare i testimoni né di fare alcuna ricerca sul suo caso, anzi non avvisò neppure la mamma di Karl della data del processo e quindi Karl si trovò solo contro tutti. Gli fu così dato il massimo della pena, 20 anni, che scadranno il 15 agosto del 2013.
Su http://blog.libero.it/SpiraleDiPensier/1019187.html è possibile leggere un articolo di Karl, scritto nel marzo 2006 quando era ancora nel carcere di massima sicurezza di Florence.
Negli ultimi tempi si sono verificati due importantissimi cambiamenti nella vita di Karl, che fanno presagire sviluppi positivi:
1) Finalmente, dopo una promessa fatta da molti anni, il 24 febbraio 2006 Karl è stato trasferito da SMU II (Special Management Unit 2) a SMU I (Special Management Unit 1). SMU I si trova in un edificio dello stesso complesso carcerario di Florence, a poche centinaia di metri da SMU II. La differenza a noi può sembrare ininfluente, ma non è così: si tratta di un carcere ad un livello di sicurezza leggermente inferiore, e le condizioni di vita di Karl sono migliorate, anche se di poco, è sempre comunque in isolamento.
2) A Karl era stato detto che la permanenza all’unità SMU I sarebbe stata di due mesi, e poi l’avrebbero finalmente trasferito ad un carcere aperto. In realtà la promessa è stata mantenuta con un po’ di ritardo, ma visti i tempi della burocrazia americana, si può affermare che è andata anche bene: il 21 giugno Karl è stato trasferito da SMU I al Complex Lewis, un carcere aperto, e le condizioni di vita di Karl sono notevolmente migliorate. Questa volta non si è trattato di un passaggio da un edificio all’altro, ma di un vero e proprio trasferimento, da Florence a Buckeye (sempre in Arizona). Il trasferimento è avvenuto in modo improvviso, poche ore prima della partenza hanno detto a Karl di prepararsi e gli hanno fatto fare un giro lunghissimo in macchina, partenza da Florence alle 5 del mattino, arrivo alle 2 del pomeriggio a Buckeye (han dovuto far tappa a Phoenix per raccogliere altri detenuti che dovevano essere trasferiti a Buckeye anche loro). Ecco alcune delle novità positive verificatesi nella vita di Karl da quando è al Complex Lewis:
- adesso Karl non è più in isolamento, consuma i pasti alla mensa e non più da solo nella sua cella;
- Karl ha finalmente - dopo 13 anni di vita in un carcere sotterraneo - una finestra nella sua cella e finalmente vede il cielo, sa ogni giorno se piove o se c’è il sole, può godersi - pur attraverso le sbarre - la bellezza dell’alba e del tramonto sui monti deserti dell’Arizona;
- l’ora d’aria per Karl è adesso veramente d’aria, mentre prima la ricreazione veniva fatta in un bunker solo di poco più grande della cella e sempre col soffitto di cemento;
- Karl può adesso ricevere visite a contatto, e può finalmente abbracciare sua madre, il suo patrigno, sua sorella, il suo nipotino (che essendo nato mentre lui era nel carcere di Florence aveva visto finora solo da dietro il plexiglas), i suoi nonni e gli amici che vanno a trovarlo;
- a Karl è concesso di continuare gli studi universitari, cosa che al carcere di Florence gli avevano impedito di fare;
- a Karl è concesso di avere un lavoro retribuito all’interno del carcere.
Purtroppo Karl è ancora senza un avvocato e deve continuare a scrivere da solo i suoi appelli. Nel novembre 2005 uno studio legale ben avviato gli aveva promesso assistenza, legale, ma dopo un lungo periodo in cui l’hanno tenuto in sospeso promettendo una buona difesa e assicurando che stavano lavorando sul caso, cercando testimoni e quant’altro, si sono ritirati, limitandosi a prendere un sacco di soldi alla famiglia e agli amici di Karl.
La copertina del "Tritacarne" riproduce l’execution warrant.
Nel 1999 il processo per omicidio a carico di Karl Louis Guillen non ha ancora avuto luogo, ma già c’è chi a buon bisogno ha provveduto ad inviargli un mandato di esecuzione in bianco. Questa è la traduzione...
STATO DELL’ARIZONA
MANDATO D’ESECUZIONE
ALL’ATTENZIONE DI KARL LOUIS GUILLEN
Con la presente le notifichiamo che il giorno ____________
del mese di _____________ , dell’anno _______________ , LEI sarà giustiziato
mediante ___________________ , oppure mediante
______________________ , finché morte non sopravvenga.
In virtù dei poteri conferiti dall’articolo 13 e successive modifiche del Codice
Penale dell’Arizona, dalla Costituzione dello Stato dell’Arizona e dalla Costituzione
degli Stati Uniti, lei è stato giudicato colpevole di un crimine punibile con
la morte. Possa Dio avere pietà della sua anima.
Fyfe Simington, GOVERNATORE
Dan Vanelli, TESTIMONE
Terry Stewart, DIRETTORE DELL’ADOC
copia conforme: al Dipartimento di Giustizia dell’Arizona
ai membri della famiglia
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